Veio

Splendore, Primato Economico e la Caduta della Metropoli Etrusca

← Torna al sito principale

L'avamposto meridionale dell'Etruria

Veio non era semplicemente una città vicina a Roma, ma rappresentava il fulcro culturale e militare della parte meridionale della civiltà etrusca. Sorta su un vasto altopiano tufaceo protetto naturalmente da ripidi costoni rocciosi e lambito dai corsi d'acqua della Valchetta e del Cremera, la città controllava un territorio vastissimo che si estendeva dal lago di Bracciano fino alla riva destra del Tevere.

La sua ricchezza straordinaria derivava dallo sfruttamento delle saline marine situate alla foce del Tevere (i Campi Salinari) e dal controllo assoluto della Via Campana, l'arteria stradale utilizzata per il trasporto del sale verso l'interno dell'Appennino. Il sale era una risorsa vitale per la conservazione dei cibi e per la pastorizia, e questo monopolio scatenò l'inevitabile e secolare ostilità con la vicina Roma, intenzionata a strappare a Veio il controllo dei traffici commerciali fluviali.

I Tre Secoli di Guerre contro Roma

Il confronto militare tra Veio e Roma durò per tutta l'età monarchica e i primi decenni della Repubblica, articolandosi in tre grandi conflitti storici. La prima guerra vide la perdita della strategica città di Fidene, un avamposto veiente sulla sponda romana del Tevere. La seconda guerra mantenne la tensione altissima, culminando nel celebre e tragico sacrificio della Famiglia Fabia presso il fiume Cremera, dove l'intero clan aristocratico romano venne teso in un'imboscata e sterminato dall'esercito di Veio.

La terza e ultima guerra (406-396 a.C.) assunse i toni di un'epopea omerica. Roma strinse d'assedio le monumentali mura di Veio per dieci lunghi anni. La caduta della città avvenne grazie all'ingegno militare del dittatore Marco Furio Camillo. Consapevole dell'imprendibilità delle fortificazioni, Camillo ordinò ai suoi genieri di scavare una galleria sotterranea (un cunicolo idraulico modificato) nel tufo. I soldati romani sbucarono così all'interno dell'arce, direttamente nel tempio di Giunone, cogliendo i difensori di sorpresa. La città venne saccheggiata, gli abitanti ridotti in schiavitù e il territorio annesso a Roma, segnando una svolta decisiva per l'egemonia romana nel Lazio e in Italia centrale.

Galleria Immagini

Cosa esplorare nel sito archeologico: