La Capitale Culturale e la Culla della Grande Pittura Etrusca
Tarquinia, nota nell'antichità come Tarchna, fu una delle più potenti e influenti metropoli della dodecapoli etrusca. Situata su una collina che domina la costa laziale, la città esercitò per secoli un primato politico, commerciale e artistico straordinario, arrivando a esprimere una dinastia di sovrani che governò la stessa Roma delle origini, i Tarquini.
La fama mondiale di Tarquinia è legata indissolubilmente alla monumentale Necropoli dei Monterozzi, inserita dall'UNESCO nel Patrimonio dell'Umanità. Questo immenso complesso funerario racchiude migliaia di sepolture sotterranee, ma la sua eccezionale unicità risiede nelle straordinarie tombe decorate ad affresco. Le pareti di queste dimore eterne offrono una testimonianza iconografica senza eguali nel Mediterraneo, rappresentando la più grande pinacoteca di arte antica giunta fino a noi dall'epoca precedente all'Impero Romano.
Gli affreschi di Tarquinia rompono la classica concezione cupa della morte, celebrando la vita terrena in tutte le sue sfaccettature. Sulle pareti di roccia tufacea, i pittori etruschi hanno impresso scene vivaci e dinamiche: sfarzosi banchetti dove uomini e donne banchettavano insieme su eleganti triclini, danzatori colti in movimenti sinuosi, musici che suonano il doppio flauto e la cetra, e atleti impegnati in giochi e corse di quadrighe.
Capolavori come la Tomba dei Leopardi, la Tomba delle Leonesse e la Tomba dei Cacciatori e della Pesca mostrano inoltre una profonda connessione con la natura. Animali marini, uccelli in volo e una vegetazione stilizzata fanno da sfondo a rituali complessi, rivelando una concezione dell'aldilà serena, concepita come una continuazione aristocratica e gioiosa dei piaceri terreni. I pigmenti utilizzati, estratti da minerali locali, hanno mantenuto una brillantezza sbalorditiva dopo oltre duemila e cinquecento anni.